La prima giornata di Palermo su L' Adige

Domenica, 30 Settembre 2007
La prima giornata di Palermo su L' Adige

La prima giornata di Palermo su L' Adige


di LUCA PERENZONI PALERMO - Quercia in piena media salvezza, Valsugana un po' più dietro, entrambe in attesa della seconda giornata di gara per capire se l'obiettivo di entrare nelle prime otto è davvero alla propria portata. E' questo in estrema sintesi il bilancio della prima giornata della Finale Oro dei Campionati di Società, in corso di svolgimento a Palermo. Per la prima volta due società trentine hanno la possibilità di prendere parte alla finale principale della disfida per società e per l'occasione quasi tutte le ragazze hanno dimostrato di saper dare il meglio di sé nonostante la stagione ormai decisamente agli sgoccioli. La sfida tra le dodici società migliori d'Italia, restate unici dopo il forfait dello squadrone Jaky Tech Apuana in odore di fallimento, sta per ora parlando in favore delle gialloverdi della Quercia che hanno trovato in Sara Fabris una trascinatrice per certi versi inattesa. E' stato un grande concorso, quello del salto triplo, in chiave trentina: mentre Magdelin Martinez andava a prendersi la vittoria con un semplice 14,06, Sara Fabris ed Elisa Zanei davano fuoco a tutte le polveri per strappare misure mai trovate in precedenza. Personali migliorati già al secondo turno, ma visto che l'appetito vien mangiando, è stato il sesto salto a stravolgere la storia regionale della specialità. Sara Fabris ha trovato una pedana eccezionale che le ha permesso di atterrare sul terzo gradino del podio con 13,48, seguita dalla perginese Zanei, autrice a sua volta di un gustosissimo 13,11 che aggiunge una sessantina di centimetri al suo precedente limite. Per entrambe la soddisfazione di aver migliorato il record regionale (13,09 della stessa Fabris) e la volontà di ripetersi oggi nel salto in lungo. Quello del triplo è sicuramente il risultato più sorprendente di questo caldo e ventoso sabato palermitano, ma il podio di giornata ha ospitato un'altra trentina, Veronica Chiusole, seconda classificata nei 3000 siepi alle spalle della campionessa italiana Elena Romagnolo; tutto secondo pronostico. Una gara condotta su ritmi tattici, conclusa dalla mamma gialloverde in 11'06 poco prima che sulla nuova pista accanto allo Stadio Barbera scendessero le staffette della 4x100. Accreditato del miglior tempo d'iscrizione, il quartetto della Quercia (Verdorfer-Tomasini-Carletti-Giovanetti) non ha confermato tutte le attese, finendo soltanto sesto. Restano invece ai piedi del podio i due capofila del movimento trentino: Eleonora Berlanda non va oltre il quarto posto nei 1500 metri di Elisa Cusma, così come Yuri Floriani nei 3000 siepi dominati da un terzetto tutto keniano. La poliziotta trentina non è riuscita a infrangere il 4'25 con Lorenza Canali capace di portare punti alla causa valsuganotta con l'ottava piazza (4'38) mentre il finanziere che a Palermo è praticamente di casa (madre e fidanzata sono proprio originarie del capoluogo siciliano) ha staccato un discreto 8'48, risultando comunque ampiamente il migliore degli italiani. Decisamente sopra le righe anche Silvia Fazio Tirrozzo (GS Valsugana) che nei 100 ostacoli distrugge il proprio personale scendendo fino a 14"33 per una notevole quinta posizione nonostante il metro di vento contrario che ha finito col penalizzare anche le altre velociste. A proposito, come spesso capita in presenza di vento, l'annoso duello tra Claudia Baggio e Doris Tomasini ha parlato in favore della prima, 12"03 contro 12"09; rispettivamente settimo ed ottavo tempo assoluto. La prima giornata si chiude così, con la Quercia ad occupare un'inaspettata sesta posizione (terza tra le società civili) da difendere con i denti nel pomeriggio odierno nell'intento di materializzare il sogno promozione. Decisamente più ripida la strada per le ragazze valsuganotte che dal canto loro andranno alla caccia di una salvezza piuttosto lontana ma che avrebbe il dolce gusto del miracolo per una formazione giovane e, caso unico qui a Palermo, completamente italiana.

Articolo tratto dal quotidiano L'Adige a firma Luca Perenzoni



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