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Venerdì, 12 Settembre 2008
Lorenza Canali sulle pagine del quotidiano L'Adige
Luca Perenzoni ROVERETO - Si viaggiava sulle ali dell'entusiasmo, lungo la strada di ritorno da Rovereto a Padova, mercoledì notte. In viaggio erano il velocista patavino Jacques Riparelli e la mezzofondista lagarina Lorenza Canali, le due maggiori sorprese della notte roveretana del Palio della Quercia numero 44. Vincitore dei 100 metri il primo, personale stracciato negli 800 metri la seconda, con il comune denominatore di aver fatto gioire il loro tecnico Adriano Benedetti che da tre anni ne segue la preparazione nella tranquillità del campo Cus di Padova, sede di lavoro di un gruppo che comprende, tra gli altri, anche la promettente discobola Greta Zin. Benedetti non c'era a Rovereto ad assistere alle prodezze dei suoi due pupilli, ma al telefono non ha lesinato complimenti e commenti di sorpresa su un doppio risultato arrivato a fine stagione, quando si perde lo smalto migliore. E a proposito di telefoni, ieri quello di Lorenza Canali era incandescente, sia per le chiamate di amici e colleghi vari, sia per quelli dei responsabili dei diversi gruppi militari che sembrano fare a gara per accaparrarsi la giovane ottocentista trentina, entrata grazie al tempo roveretano nel novero degli atleti da seguire con attenzione: 2'03"66 è un tempo che a 24 anni diventa interessante, anche e soprattutto in un panorama non certo fervido come quello italiano. «Mercoledì sera le gambe giravano alla grande e a differenza delle ultime gare non ho perso di brillantezza nel finale, anzi, ho continuato a spingere fino alla fine. Sapevo di valere più del 2'07 corso in questa stagione, ma non avrei mai pensato di poter arrivare così in fretta ad un tempo inferiore al 2'04: per me è un autentico tempone da cui posso iniziare a costruire il mio futuro di atleta. E mi sento di ringraziare moltissimo il mio allenatore Adriano: in tre anni si è preso un impegno non indifferente e mi ha fatto migliorare tantissimo». Fiamme Gialle, Esercito, Fiamme Azzurre hanno già bussato alla porta; a questo punto è inutile formalizzarsi. «Vedremo tra qualche tempo: ovvio che entrare in un gruppo militare sarebbe importante per potersi allenare con costanza e sicurezza, ma tutto dipenderà da me stessa, da come saprò trasformare il risultato del Palio in un punto di partenza. A caldo non posso fare a meno di sognare e dirmi che nei prossimi anni devo pensare in grande... cosa che fino ad ora non ho fatto». L'acuto della Canali era atteso; i sensibili miglioramenti nei 400 (55"62) e nei 1500 (4'25) lasciavano presumere che prima o poi sarebbe arrivata anche la volta della distanza intermedia, la preferita dalla 24enne di Castione, la cui progressione in termini di tempi ricorda, con dovuti distinguo, quella di un'altra mezzofondista azzurra che 4 anni fa, all'età di 23 anni, viaggiava su tempi attorno al 2'07 e poche settimane fa ha rischiato di entrare nella finale olimpica. Le doti fisiche della Canali non si discutono, ma la grande differenza rispetto ad Elisa Cusma è nella mentalità, nella capacità di soffrire: è su questi aspetti che si dovrà lavorare, ma da oggi l'allenamento sarà accompagnato da una maggior convinzione e fiducia nei propri mezzi. E sognare non costa nulla.
Articolo tratto dal quotidiano L?adige di venerdì 12 settembre 2008 a firma Luca Perenzoni
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