Letizia Marchi racconta la sua prima esperienza azzurra su Fidal Trentino Magazine

Venerdì, 08 Giugno 2007
Letizia Marchi racconta la sua prima esperienza azzurra su Fidal Trentino Magazine

Letizia Marchi racconta la sua prima esperienza azzurra su Fidal Trentino Magazine


Beh, da dove cominciare?
Prima di tutto devo ricordare la soddisfazione di essermi qualificata con la terza misura ad una finale nazionale dove avrei gareggiato con ragazze di ben 3 anni più grandi.
Cavolo, ero agitatissima quel giorno a Bari.
Avevo sentito da amici che i primi due classificati fra juniores e allieve sarebbero volati in Spagna, ma l’idea di poterci andare non mi era proprio passata per la mente, anche perché la seconda iscritta aveva lanciato 2 metri più di me e le ragazze alle mie spalle vantavano personali migliori del mio.
Poi ho saputo che Adriana Capodanno, una delle favorite, si era infortunata: così l’agitazione aumenta nel vedere il traguardo della nazionale decisamente più vicino.
Nonostante questo, già al primo lancio trovo una misura superiore ai 40 metri.
Ovviamente non mi accontento e al primo lancio di finale sono riuscita a migliorare il mio personale, lanciando il giavellotto a 42,08 metri.
Fino all’inizio dell’ultima tornata di lanci mi trovavo in seconda posizione e davanti a me restava solo Maddalena Purgato che, oltretutto, è anche mia amica: la Spagna si concretizzava sempre di più.
Gli ultimi lanci prima del mio sembrava non finissero più, ma una dopo l’altra tutte le mie avversarie non riuscirono a superare i 40 metri e quindi...ero seconda!
La Spagna era ormai una realtà.
Beh, mi vergogno un po’ a ricordarlo, ma sono scoppiata a piangere come una fontana: non era un traguardo prefissato, ma una piacevolissima sorpresa...
Fatto sta che sei giorni dopo essermi laureata vice-campionessa italiana under 20 sono partita per indossare la mia prima maglia azzurra in un quadrangolare tra i lanciatori di Spagna, Francia, Germania e Italia a San Javier di Murcia, Spagna.
Mi ha fatto piacere sapere di affrontare il viaggio con alcuni ragazzi che conoscevo, insomma...potevo passare un bel po’ di tempo tra amici.
Sveglia alle 3 (ma per una buona causa), l’agitazione della prima volta su un aereo e poi via: Verona – Roma – Barcellona – Alicante.
Qui la sorpresa che il mio bagaglio era andato perduto e qualcuno già iniziava
a sfottere, vero Norbert (Bonvecchio,ndr)?
Da Alicante abbiamo preso un autobus insieme ai ragazzi delle altre nazionali per raggiungere il nostro hotel, a San Javier.
Ad essere sincera una giornata piuttosto pesante, ma l’arrivo nel bellissimo albergo ha permesso di dimenticare la fatica del viaggio.
Per prima cosa ci siamo divisi nelle varie camere: tutte da tre, io con le mie “colleghe” giavellottiste Maddalena ed Elena De Lazzeri, la ragazza dell’Esercito che avevo avuto modo di conoscere durante il viaggio.
Dopo le raccomandazioni di rito e la cena i responsabili federali ci hanno consegnato
le nuove divise azzurre: per la “fortuna” di aver smarrito il bagaglio ho ricevuto anche il borsone della nazionale, insomma...non tutti i mali vengono per nuocere!
Ma prima di andare a dormire, mancava l’ultimo rito di giornata, l’iniziazione delle matricole: ecco quindi che la martellista Silvia Salis mi ha tagliato una ciocca di capelli e l’ha infilata in una busta insieme a quelle di tutte le altre debuttanti.
Poi, tutti a nanna.
La mattina dopo siamo andati con gli altri giavellottisti in spiaggia a “bagnarci” i piedi ed abbiamo potuto conoscere alcune ragazze transalpine, grazie al buon francese di Maddalena. Nel pomeriggio invece eccoci arrivare al campo: era giunta l’ora di scaldarsi e di gareggiare.
Diciamo che non mi sentivo proprio in forma ed ero ben poco concentrata, per via del pensiero fisso sul mio bagaglio e soprattutto sulle scarpe chiodate, ma per fortuna Maddalena mi ha prestato un paio delle sue.
L’agitazione invece (strano ma vero...) non era molta, forse perché sapevo che non avrei potuto competere con le altre; il vero obiettivo era quello di migliorare, insieme alla soddisfazione di essere l’unica allieva dell’intera manifestazione.
Inizia la gara: primo lancio ed è già personale, 42,82; minimo per i campionati assoluti in cassaforte.
Gli altri cinque lanci non vanno oltre il primo; una sensazione strana perché
per la prima volta non c’era nessuno a seguirmi passo passo, a parte qualche indicazione di Norbert.
In genere c’è sempre o mio papà o Sergio Bonvecchio a darmi qualche indicazione: vabbè. Finita la gara siamo tornati in albergo dove ho ritrovato il mio bagaglio e abbiamo dato il via ai festeggiamenti.
Sono arrivate le ore piccole, in spiaggia insieme ai francesi e con Norbert che provava a combinare appuntamenti tra le ragazze di Francia e gli altri giavellottisti.
A proposito, abbiamo riso non so quanto per colpa di loro: Antonio Fent ed Emanuele Sabbio.
Modi poco raffinati, ma una serie di barzellette e stupidate senza senso.
E così è arrivata anche la domenica mattina, tempo di rifare le valigie e di ripartire verso l’aeroporto.
Tragitto inverso rispetto all’andata, finchè con Norbert non siamo atterrati a Verona.
Mi è dispiaciuto tornare a casa, ad essere sincera sarei rimasta volentieri con le persone conosciute in Spagna.
Nuove amicizie, che potrò saldare nelle prossime gare: proprio una bella esperienza, questa mia prima nazionale ed ora non resta che sperare che non sia anche l’ultima.
Ma in fondo la cosa più importante è stato l’essersi divertiti e l’aver migliorato
il proprio personale, poi... la tristezza dei saluti è compensata dal sapere che prima o poi avrei rivisto tutti i compagni spagnoli.

Letizia Marchi racconta la sua prima esperienza
in nazionale, avvenuta nello scorso marzo in occasione del quadrangolare tra le rappresentative giovanili di Francia, Spagna, Germania e Italia.
Esperienze azzurre
Su FIDAL TRENTINO MAGAZINE www.fidaltrentino.it NUMERO 1/20



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