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Mercoledì, 29 Settembre 2010
"L'Adige" - 28.09.2010
ATLETICA: IMPECCABILE L'ORGANIZZAZIONE DEGLI ITALIANI SOCIETARI LA CUI FORMULA PERÒ NON RISCUOTE MOLTO SUCCESSO. BORGO HA SURCLASSATO LODI E CAORLE
TRENTO - Resterà a lungo nella memoria degli appassionati di atletica leggera il fine settimana di Borgo Valsugana. Probabilmente non per i risultati maturati sul campo, discreti, buoni, nulla in più; quanto per l'eccellente riuscita globale del prodotto dal punto di vista organizzativo. La Finale Oro dei Campionati di Società approdava in riva al Brenta dopo due edizioni, quella di Lodi ‘08 e Caorle ‘09, piuttosto deludenti, con scarso appeal e un'organizzazione appena decorosa. A Borgo, invece, la storia è stata completamente diversa: un allestimento che in quanto a funzionalità e organizzazione pareggiava davvero un evento top, campionato o meeting che fosse. Tanto che gli stessi responsabili federali hanno voluto sottolineare come il week end valsuganotto sia stato il miglior biglietto da visita per tentare di rilanciare l'evento Finale Oro. A prescindere dai risultati della pista, i veri vincitori di questo ultimo atto stagionale sono infatti i 100 e più volontari e tutti i dirigenti del Gs Valsugana Trentino, usciti al termine della manifestazione con un evento pressochè perfetto e soprattutto funzionale per atleti e società. Impossibile pretendere di meglio. Come era impossibile pretendere di più dal campo di gara. D'accordo, si è a fine stagione, ed è dunque inevitabile che la testa ed il fisico degli atleti siano ormai scarichi ed i risultati ne risentano. Ma va detto che questa formula dei campionati di società parte già monca in avvio; semplicemente per la mancanza, voluta fortemente dalle società civili, delle formazioni dei gruppi militari e di conseguenza dei migliori atleti del panorama nazionale. Di tutti (non tanti, per la verità) gli atleti capaci di fare notizia e far parlare di sè, a Borgo giocoforza c'erano solo Gibilisco e, volendo, Levorato. Gli altri top erano alcuni già in vacanza, altri impegnati nelle Finali minori con i rispettivi club civili di provenienza (La Mantia a Comacchio, Vizzoni addirittura ad Orvieto). Impossibile provare a spiegare a chi non bazzica il mondo dell'atletica il perchè di un campionato italiano privo delle società più forti. Appare un controsenso, ma tant'è: a livello federale, su questo argomento le società civili (o meglio, alcune società civili) hanno ancora un peso piuttosto elevato per permettere di fare marcia indietro, magari studiando una nuova formulazione del campionato che possa implementare la più spettacolare Coppa Italia (aperta ai militari e che proietta in Coppa Campioni) mantenendo un maggior equilibrio, magari tenendo conto dei lavori dei singoli vivai. Ovvio, per qualcuno la possibilità di vincere si ridurrebbe drasticamente (ma in fondo, le ragazze della Sai dominano da 9 anni, militari o meno) ma al pubblico verrebbe proposto un evento davvero nazionale, utile per rilanciare un movimento che ha bisogno come il pane di visibilità e investitori. In fondo, l'atletica, senza atleti, non si fa.
L’Adige 28/09/2010- Luca Perenzoni
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